Sogno lucido di Ivano Bersini

“Persephone, fiori di poesia” Prem.ne 2020 Menzione nella sezione Racconti

Mi recai all’edicola in un giorno di maggio, quando i fiori cominciano a sorridere al sole quasi dando l’impressione di essere ebbri di felicità e di vita.

Ebbene, là incontrai un angelo che forse aveva smarrito la strada, intendo dire: che ci faceva una donna giovane così bella a vendere giornali, al chiosco permanente, come una penitenza eterna di anime che abbiano osato guardare più in là di quanto ci sia ora consesso in questa vita?

Provai un fremito, una scossa, un fiume di energia sconosciuta; tuoni, bagliori e fulmini colorati mi invasero la mente, il cuore, il corpo, i capelli, i vestiti, i ricordi, il passato, il presente, il futuro e l’oltretomba!

I suoi occhi sembravano sognare perennemente l’eternità per condurci elegantemente nella stanza del giorno della creazione, quando una sorgente di coscienza cristallina la decise e l’attuò.

Avreste dovuto vederli, pareva che in essi il mare ed il cielo fossero in amore con la luna testimone e forse partecipe, sì quegli strani e magnifici riflessi di falce dorata che dal cielo sorridevano nel mare. Il loro blu era aria, amore, follia, bellezza, fiori che sbocciano all’improvviso e si collocano magnificamente nel paesaggio, il suo sguardo era tutto.

Chiesi e comprai, per uscire dall’imbarazzo, il giornale locale.

<<Beh, magari ci rivediamo>>, le dissi timidamente senza prevedere che cosa potesse pensare di me, <<Sì, ci rivedremo, non temere>> mi rispose.

Tornai i successivi giorni ma non la rividi più ed il nuovo edicolante non sapeva chi ella fosse e nemmeno quindi come rintracciarla: sembrava essere stato un effimero momento di estasi, poi sfumato nel puro desiderio di raggiungerla per conoscerla.

Mi trovai una piccola casa vicina alla sponda del lago.

Quando “la incontrai”, recava sul lato fronte strada, esposto ad est, il cartello “Vendesi”.

Subito, ebbi la sensazione di averla già conosciuta in passato, o almeno di essere già stato in quel preciso luogo, ospitante ora quell’immobile.

Sì, perché quella casa era qualcosa di vivo, qualcosa in connessione con il Creato e le nostre menti.

Era un’esperienza nuova che io stavo vivendo, eppure la mia voce guida mi diceva che stavo per risvegliare una parte antica, ancestrale di me stesso.

Certi momenti sono talmente limpidi da rappresentare nuove inevitabili porte da attraversare nel nostro individuale cammino interiore.

Il luogo era per le mie aspettative ideale e magnifico.

La casa era collocata proprio sulla via che proseguiva dal lato basso del lago di Garda in direzione, appunto, della sponda da cui nasce il sole. Quasi un modo per salutare Osiride, in una cerimonia per consacrare a Lui ogni nuova giornata.

Il lato posteriore, invece, era protetto dalla collina, sulla quale posava il nastro dipinto di asfaltato che conduceva alle arterie di maggiore scorrimento.

A nord, l’abitazione era indipendente, mentre a sud era in aderenza con la parete del vicino.

Al di là della strada, alcune case per poi poter scoprire il “Lungo Lago delle Antiche Rive”, la passeggiata a lago che sembrava avere il potere di annullare il tempo se non addirittura darti l’impressione di venire catapultato in un’era diversa e lontana, mentre si costeggiava a piedi l’incantevole striscia di spiaggia quasi selvaggia. Sassi e rocce, legno e cielo, acqua e vegetazione, ogni istante era l’occasione per intraprendere uno spontaneo viaggio introspettivo in se stessi, alla ricerca del nostro vero essere e della nostra autentica missione in questa vita.

Lungo la via, sempre vista lago e direzione est, si affacciava poi il cimitero quasi a completare l’evocativo scenario di vita, morte e resurrezione.

Nei dintorni niente negozi, eccetto un paio di chioschi di bibite ed una piccola rivendita di articoli vari.

Già immaginavo la possibilità di trasferirmi, forse per sempre, in quel suggestivo angolo del Comune di Salò; ebbi intuizioni delle probabili esperienze spirituali che quel preciso contesto sarebbe stato magnanime nel donarmi, soprattutto al giungere della notte illuminata da una testimone, silenziosa ed ambigua luna; accolta sullo specchio lacuale, magma insospettabile di potentissime energie latenti e che attendevano soltanto il momento e le circostanze propizie per manifestarsi.

Lungo Lago delle Antiche Rive – Città di Salò (BS)

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